Negare aiuti, prestiti e diritto di voto a chi ha troppi figli: le donne indiane alzano la voce per condannare una nuova proposta di legge sul controllo demografico. Ne dà notizia l’Agenzia internazionale Fides che parla “di organizzazioni femminili, tra cui le cristiane Joint women’s programme e Ywca”, contrarie a questa proposta di legge dell’amministrazione di Delhi definita “sbagliata, anticostituzionale, discriminatoria e oggettivamente elitaria nelle sue asserzioni”. La proposta, scrive l’Agenzia internazionale, “ha come obiettivo il contenimento dell’incremento demografico e prevede che alle famiglie con più di due figli si neghino sostegni, lavori governativi e promozioni; a chi ha un terzo figlio dovrebbe essere impedito di ottenere prestiti privati e di partecipare alle elezioni”. Per le donne “la proposta condanna i poveri per la loro povertà”. I gruppi femminili chiedono al governo di incrementare i fondi per la salute, l’educazione e l’impiego invece di adottare misure coercitive per contenere l’esplosione demografica. “La proposta di legge – sostengono i gruppi femminili – afferma erroneamente che l’incremento demografico è dovuto all’alta fertilità, in realtà esso è dovuto al massiccio inurbamento”. Le donne, inoltre, criticano la politica di controllo demografico sostenendo che “avere dei bambini è un diritto umano e che ogni divieto in tal senso è una violazione dei diritti umani”, come afferma anche il documento delle Nazioni Unite sulla Popolazione e lo Sviluppo. ” “L’India è il secondo paese al mondo per popolazione con oltre 900 milioni di abitanti. New Delhi, la capitale, ha una popolazione di 12 milioni di abitanti di cui i due terzi vivono in baracche. Oltre il 40% della popolazione usa contraccettivi per controllare le nascite.” “