“La scelta effettuata da un noto e diffuso quotidiano nazionale di pubblicare, nel proprio ‘magazine’, una foto inequivocabilmente pornografica ci spinge, in modo chiaro e deciso, a prendere posizione, a favore del lettore, contro un modo di fare e di intendere il diritto di scrivere come diritto che può fare a meno del rispetto e della dignità di chi legge, specie se giovane o bambino”. Così l’Aimc, l’associazione italiana maestri cattolici, stigmatizza la recente pubblicazione sul periodico de “La Repubblica” di una foto pornografica.” “”Non è in gioco la libertà o meno di chi scrive e di chi sceglie le immagini da pubblicare e far girare nelle nostre case, scrive l’Aimc in una nota diffusa oggi – ma la capacità/incapacità educativa, segno di un preoccupante impoverimento culturale e sociale”.” “Secondo l’Aimc “anche attraverso la scelta di un’immagine trapela la sensibilità e il rispetto, la capacità di narrare senza shockare, l’abilità a coinvolgere senza strumentalizzare l’emotività”.” “”Chi lavora con i più piccoli, – prosegue la nota – sa quanto è grande la potenza di un’immagine. Essa può far nascere sogni o provocare incubi; può stimolare una sana curiosità o può suscitare morbosità. Il tanto declamato diritto alla privacy si concretizza, a nostro avviso, anche nella capacità di tutelare il pudore di bambini e di adulti. Pudore che non ha niente a che fare con censure o barriere ideologiche, bensì con il rispetto della libertà di educare e di informare”.” “Proprio questo rispetto, conclude l’Aimc, – per noi fondativo per una società che vuol definirsi civile – è stato violato, Non è certo la prima e purtroppo non sarà l’ultima volta; ciò che fa specie è che tale costume si diffonda, divenga quotidiano fino a entrare nel reportage di un giornale quale “Repubblica””.” “” “