FONDAZIONE ZANCAN: PROPOSTE PER IL “PIANO DI ZONA” DEI SERVIZI SANITARI

“Una forma concreta di attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale introdotto dalla legge Bassanini”. Così mons. Giovanni Nervo, presidente della Fondazione Zancan, definisce il “piano di zona” dei servizi socio-sanitari, al centro di un seminario che si svolgerà a Malosco (Trento), a partire dal 18 luglio (fino al 22 luglio) per iniziativa della stessa Fondazione, in collaborazione con la rivista “Prospettive sociali e sanitarie”. “La sussidiarietà orizzontale – spiega Nervo – richiede che l’ente pubblico locale (Comune o azienda sanitaria locale) si occupi solo della gestione dei servizi che non viene assunta da libere iniziative della società civile, ma eserciti però in modo attivo e puntuale la sua funzione di programmazione dei servizi essenziali, di coordinamento di tutte le risorse, pubbliche e private, della comunità locale, di vigilanza e di controllo per garantire i diritti dei cittadini”. ” “Il piano di zona, quindi “è un modello di programmazione dei servizi alla persona in un territorio limitato che parte dall’analisi dei bisogni, dall’individuazione delle risorse presenti in quel territorio per giungere ad un piano pluriennale di intervento, curarne l’attenzione e la verifica”. Il piano di zona, spiegano i promotori del convegno, viene messo a punto dalla Conferenza dei Sindaci del territorio, in collaborazione con l’azienda sanitaria locale. Il modello del piano di zona è stato recepito dal piano sanitario nazionale, dalla nuova riforma della legge sanitaria, dalla legge di riforma dell’assistenza, attualmente all’esame del Parlamento, ed è già in fase di attuazione e sperimentazione in varie regioni (Veneto, Toscana, Abruzzo, Campania). ” “