Una scuola di formazione professionale a Pristina: questa la prossima realizzazione del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo) a Pristina, per dare continuità alla presenza dei salesiani in Kosovo dopo la guerra. Ad annunciarlo è don Ferdinando Colombo, responsabile del Vis, che informa che la struttura dei salesiani “aprirà nei prossimi giorni una piccola residenza a Pristina, in collaborazione con altre organizzazioni non governative italiane, perché il programma ‘Emergenza bambini Kosovo’ continua”. Prosegue, infatti, la “campagna per gli zainetti” da dare a ciascun bambino del Kosovo, compresi i profughi serbi. “Probabilmente – aggiunge don Colombo – invieremo anche qualche gruppo di volontari che potranno aiutare nella ricostruzione materiale ma soprattutto morale”. Intanto, dal campo profughi “don Bosco” di Tirana “tutte le famiglie sono ripartite per la loro patria. Sono ripartiti con grande coraggio perché sapevano le difficoltà che avrebbero trovato ma il desiderio di tornare a casa e di poter ricostruire prima dell’inverno le abitazioni distrutte o incendiate è stato determinante”. In tre mesi di campo profughi, informa il salesiano, “oltre ai mille presenti nel campo, altre 9 mila persone appoggiate a famiglie albanesi sono vissute e hanno ritrovato speranza”, grazie all’opera dei 55 volontari, di cui alcuni sono ancora sul posto; sono stati spesi circa 750 milioni di lire. Oltre al Centro di formazione professionale di Pristina, il Vis ha in programma di potenziare in Montenegro l’Oratorio centro giovanile, il Centro catechistico e un Centro di consulenza e sostegno sociale.