“Ci siamo nutriti per secoli di pregiudizi reciproci e il dialogo con questi presupposti non si può fare”. Per questo è importante “incontrarsi e conoscersi”. Così padre Innocenzo Gargano, animatore e fondatore dei colloqui ebraico-cristiani di Camaldoli, presenta il corso di spiritualità ebraica contemporanea che fino al 24 luglio, si sta svolgendo nell’eremo. “L’iniziativa – spiega il religioso – si inserisce nel cammino dei colloqui ebraico-cristiani di Camaldoli che iniziarono venti anni fa perché ci si rese conto che mancava in Italia un dialogo approfondito con il mondo ebraico”. Negli anni, i rapporti sono andati lentamente migliorando e “siamo stati testimoni – prosegue padre Gargano – di una effervescenza di amicizia”. Il religioso parla dei gruppi di Amicizia ebraico-cristiana che dal 1980 ad oggi si sono diffusi “a macchia d’olio” in quasi tutta Italia e che “si impegnano con serietà affinché ebrei e cristiani si conoscano meglio”. Il religioso ricorda il coraggio del Concilio Vaticano II in seguito al quale “si sono sviluppate le iniziative di incontro”, la visita nel 1986 di Giovanni Paolo II alla sinagoga di Roma, il ruolo di “animatore straordinario” svolto da mons. Clemente Riva recentemente scomparso, il contributo del Sae e la nascita del Segretariato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei. Quest’anno a Camaldoli si punta ad approfondire la spiritualità ebraica contemporanea che sarà illustrata dal rabbino Leon Klenickj, direttore dell’Anti-Defamation League di New York.