“Ora il ritorno dei profughi alle loro case è certamente uno dei compiti più impegnativi. E’ importante che la solidarietà di tutti trovi, nella cessazione completa delle ostilità e nelle prospettive di una pace vera, una spinta in più per intensificarsi”. Questo l’auspicio di don Elvio Damoli, direttore della Caritas italiana, in questi giorni in Kosovo per fare il punto sulla situazione e offrire la propria vicinanza e solidarietà alla Chiesa e alla popolazione locale. Per seguire direttamente il rientro dei profughi la Caritas ha infatti avviato una presenza stabile a Prizren, nel quadro del “Programma crisi Kosovo”.” “”La Caritas – ha aggiunto don Damoli – resterà accanto a tutte le vittime della guerra sostenendole negli sforzi di costruzione della pace e di riconciliazione materiale e morale, e moltiplicherà, se necessario, gli sforzi per l’accoglienza momentanea dei profughi in Italia”. Secondo don Damoli “i tempi sono necessariamente lunghi e, se si vogliono porre le basi per un’autentica convivenza pacifica, non bastano gli aiuti materiali, ma servono forme di presenza e vicinanza in grado di sostenere e incoraggiare percorsi di riconciliazione per riacquisire la fiducia in un futuro possibile. I progetti della Caritas italiana e delle Caritas diocesane – ha precisato – sono e devono essere l’espressione di solidarietà alle popolazioni sofferenti a fianco delle Chiese sorelle, nel rispetto delle loro peculiarità”. La Caritas italiana rinnova l’appello a contribuire per aiutare queste popolazioni (conto corrente postale 347013, c/c bancario n.100807/07 intestato a “Caritas Italiana” presso Banco Ambrosiano Veneto Agenzia 081/Roma – ABI 3001 – CAB 3201; c/c bancario n.375438 intestato a “Caritas Italiana” presso Banca di Roma – Agenzia 42/Roma Eur – ABI 03002 – CAB 05085, specificando nella causale “Crisi Kosovo”).” “” “” “” “