SICUREZZA SULLE STRADE: DON COZZOLI, “REPRIMERE NON BASTA” (2)

“E’ risaputo – prosegue don Mauro Cozzoli – come dietro la massima parte degli incidenti stradali non c’è la fatalità ma l’intemperanza umana, vale a dire l’irresponsabilità di qualcuno. Il che rende etico il problema. A un doppio livello: di formazione e di valutazione. Di formazione anzitutto, perché non si crea responsabilità dal nulla: questa è frutto di un convergente processo educativo. E’ questa formazione moderatrice degli istinti e plasmatrice delle libertà a strutturare la responsabilità alla guida di un veicolo”. ” “”Il secondo livello – aggiunge il teologo moralista – è quello della valutazione delle scelte e dei comportamenti al volante, normati da un codice della strada che ha valenza etica e non meramente giuridica e penale. Vale a dire che, in quanto tale codice è a tutela di beni morali – in primo luogo la vita umana -, la sua vigenza e obbligatorietà non è soltanto legale ma è primariamente etica: esso obbliga in coscienza prima ancora che di fronte al carabiniere o al giudice, ha valore di legge morale prima ancora che di prescrizione legale. Sicché, in caso d’inadempienza o trasgressione, non si commette semplicemente un reato punibile da relativa multa o pena. Si compie anzitutto un peccato. Il reato può non essere scoperto e punito dalle forze dell’ordine. Il peccato invece è registrato e denunciato dalla coscienza. Si tratta però di avere il senso del peccato, che equivale ad avere il senso della coscienza come depositaria prima della legge morale e giudice insopprimibile dei nostri atti. In mancanza di coscienza si trasgredisce impunemente il codice stradale senza il rimorso della trasgressione, magari anche esaltandosi in essa”.” “