MISERICORDIE DI ITALIA: NON CONVINCE LA RIFORMA DELLA PROTEZIONE CIVILE

“Un salto indietro”. Così la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia giudica il disegno di riorganizzazione della Protezione Civile (Ministero dell’Interno) come prevede il progetto di riforma del sistema contenuto nelle leggi “Bassanini”, con la costituzione di una Agenzia nazionale che coordini, con ampi poteri, l’azione di Agenzie regionali.” “”Il rischio – scrive in un comunicato la Confederazione – è un ritorno alle Prefetture, con la conseguente difficoltà di mettere in sinergia risorse e competenze di diversi dicasteri quali Ambiente, Sanità, Territorio, Lavori pubblici, Trasporti”.” “”Attualmente il Dipartimento di protezione Civile svolge anche opera di prevenzione e ricostruzione. Cosa succederebbe – si chiede Enrico Luchi, direttore dell’Ugem, l’ufficio gestione emergenze di massa delle Misericordie – se queste attività tornassero a dipendere dalle Prefetture? E’ facile: troveremmo un prefetto attento a queste tematiche e un altro no”. Per questo motivo la Confederazione delle Misericordie d’Italia chiede “il mantenimento dell’Agenzia nazionale direttamente sotto la Presidenza del Consiglio, come è di fatto per l’attuale Dipartimento”. ” “Qualora il testo della riforma fosse approvato in questi termini, conclude il comunicato, “le Misericordie, non escludono di ricorrere ad un referendum abrogativo, proprio per salvaguardare l’autonomia del Dipartimento di Protezione Civile e la sicurezza dei cittadini”.” “Le Misericordie italiane sono oltre 600 diffuse in tutta la penisola, con 670 mila iscritti, e oltre 2500 automezzi, di cui molti attrezzati con il medico a bordo. Tra i settori di intervento anche la donazione del sangue e degli organi attraverso oltre 540 gruppi ‘Fratres’.” “