PARITÀ SCOLASTICA: A.CAMPOLEONI, C’È ANCORA MOLTA STRADA DA FARE

Con una nota che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir, Alberto Campoleoni, esperto in problemi della scuola, commenta l’approvazione del disegno di legge in materia di parità scolastica da parte del Senato. Riportiamo il testo integrale della nota.” “”Anche se un piccolo passo avanti è stato compiuto, non è parità. Su questo sembra che siano tutti d’accordo. Il testo approvato dal Senato non è una vera legge paritaria perché ancora troppe sono le diversità di trattamento tra alunni che scelgono la scuola statale e quelli che invece frequentano le non statali. Non è parità perché senza un vero sostegno economico alle scuole non statali – che sia il buono scuola, la detrazione fiscale per le famiglie o altro – resta la “disparità” insostenibile di chi, per soddisfare un diritto costituzionale, deve rimetterci di tasca propria, quando addirittura non è costretto a rinunciarvi.” “Un vero sistema scolastico integrato ha bisogno certamente di regole, di un quadro normativo che accomuni istituti statali e non, ma non può fare a meno di ricercare pari condizioni di accesso alle scuole. Questo, al momento, non c’è ancora. Anzi, resistono le preoccupazioni di chi vuole salvaguardato il “primato” della scuola statale. Ma, se un “primato” va considerato è piuttosto quello degli allievi e delle famiglie, come la stessa Costituzione indica a chiare lettere, delineando quell’istituzione sussidiaria che è la scuola, al servizio del diritto-dovere dei genitori di “istruire ed educare i figli”. Confligge, questa logica, con una mentalità statalista tuttora radicata e sovente riemergente.” “Con la parità, dunque, non ci siamo, tuttavia un passo avanti è stato fatto. Non siamo ancora di fronte ad una “legge laica, razionale e molto moderna” – così potremmo definire una norma che stabilisca un autentico sistema paritario, che tra l’altro ci rimetterebbe in corsa in campo europeo – ma non è da sottovalutare il riconoscimento, su un piano comune, di scuole statali e scuole paritarie.” “Senza ritardi ulteriori, si tratta però di dare corpo alle affermazioni di principio; resta comunque un percorso ancora lungo e impegnativo. Già alla Camera il testo passato al Senato potrebbe essere parzialmente corretto nella direzione giusta. Soprattutto, però, va sostenuto un vero sforzo culturale a supporto delle ragioni di una effettiva parità scolastica, che è questione di libertà e crescita civile, ancora troppo spesso intesa, invece, come rivendicazione di parte.” “Deve far riflettere la fatica fatta nella lunghissima opera di mediazione tra posizioni opposte, anche all’interno della maggioranza, che riflettono umori e culture presenti nel Paese. Vecchie contrapposizioni e pregiudizi piano piano arretrano ma ancora permangono e impediscono serene valutazioni e collaborazioni per il bene comune. E’ forse questo – poiché riguarda il sistema formativo e l’educazione – uno degli aspetti più delicati della lunga transizione italiana”. ” “