“Se non saranno attuati, da parte delle autorità di governo, interventi di tutela all’informazione, specificamente all’informazione locale, molte testate dovranno chiudere: e questo comporterebbe la perdita di centinaia di posti di lavoro”. E’ il rischio che si corre, secondo don Vincenzo Rini, presidente della federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc), con l’entrata in vigore, dal 1 gennaio 2000, “di un nuovo sistema di tariffe postali, che vedrà un aumento spropositato del costo di spedizione”. Un sistema che potrebbe rivelarsi “per molta stampa medio-piccola un vero e proprio capestro”.” “”Va sottolineato con chiarezza – afferma don Rini – che la Federazione Nazionale dei Settimanali Cattolici (Fisc) – insieme al consorzio Consis che ne è l’espressione a livello operativo – non chiede favori, né privilegi. Il problema riguarda non solo i settimanali diocesani, bensì tutta la stampa di informazione locale: è questa stampa libera a garantire il pluralismo informativo e la democrazia. Togliere ossigeno a questa stampa significherebbe creare un gravissimo ‘vulnus’ alla libertà di informazione”. ” “L’articolo 21 della Costituzione – ricorda il presidente della Fisc – garantisce a tutti il “diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Una garanzia “solamente teorica” lamenta don Rini, “se si giunge a mettere la stampa locale in situazione da non potere espletare la sua funzione democratica, a causa della imposizione di balzelli insostenibili”. (segue) ” “