DIALOGO INTERRELIGIOSO: LE GRANDI RELIGIONI INSEGNANO A PREGARE

“Pregare oggi è possibile”. Con questa certezza Fulvio Ferrario, pastore valdese, ha aperto questa mattina a Chianciano la terza giornata della 36° sessione di formazione ecumenica che il Sae (Segretariato attività ecumeniche) ha dedicato quest’anno al tema “La preghiera, respiro delle religioni”. All’incontro che si chiuderà il 31 luglio, sono convenuti circa 400 persone da tutta Italia e relatori appartenenti alle tre grandi tradizioni cristiane (cattolici, ortodossi e protestanti), all’Ebraismo, e all’Islam, all’Induismo e al Buddismo. “Nella nostra vita – ha detto il pastore valdese – la preghiera rischia costantemente di essere la grande assente. E se è presente, risulta confinata in spazi angusti e stereotipati, senza riuscire a conferire sostanza, nerbo alle nostre giornate”. Secondo Ferrario, “sarebbe un errore attribuire tale difficoltà solo alla secolarizzazione, al logorio della vita moderna e al suo innegabile carattere dispersivo”. ” “Il vero problema risiede altrove. “L’ateismo contemporaneo e il chiasso delle nostre città mediatiche sono bazzecole in confronto al vero problema posto dalla preghiera: essa – spiega il pastore – ci colloca, così come siamo di fronte a Dio, e noi, di fronte a Dio, non vogliamo starci. E’ rischioso, faticoso, e soprattutto, pare non servire né a noi né al prossimo”. E invece, a ricordare Ferrario, “questo non è vero. Si può parlare con Dio e si deve farlo”. A darne una dimostrazione vitale sono stati questa mattina due esponenti del mondo ebraico e musulmano. ” “” “