ECUMENISMO: CATTOLICI, PROTESTANTI E ORTODOSSI UNITI NELLA PREGHIERA DEL “PADRE NOSTRO” (2)

Il priore di Bose ha sottolineato anche il valore della testimonianza che i cristiani uniti nella preghiera danno al mondo. “Questa testimonianza – ha detto Bianchi – è centrale per la presenza cristiana nel mondo perché Gesù ha detto che la fede degli uomini dipende dal fatto che noi siamo uno, raccolti nell’unità. Credo che questo sia un passo nell’esaudimento della piena comunione delle Chiese, per quanto naturalmente compete a noi e sempre con la grazia di Dio che collabora”. E’ dello stesso parere anche Valdo Benecchi, presidente delle Chiese evangeliche metodiste in Italia secondo il quale “ciò che è importante in questo testo non è la formulazione che poi di fatto si è limitata all’aggiunta finale, alla dossologia cioè ‘Tuo è il regno, la potenza e la gloria nei secoli dei secoli’ che tra l’altro, era già presente nella chiesa evangelica”. “Nell’incontro ecumenico di Perugia – ha osservato Benecchi – è stato ripreso e riposto il Padre Nostro nel suo giusto contesto che è quello del sermone della Montagna. Questa contestualizzazione è il vero evento ecumenico. Adesso ogni volta che recitiamo il Padre Nostro, noi ci sentiamo quell’unico popolo del Regno di Dio, iniziato e non concluso che un giorno si manifesterà. E’ questo l’evento ecumenico di Perugia: sentirci tutti finalmente concittadini del Regno di Dio a pari titolo perché è Cristo che ci ha reso così e non la nostra provenienza denominazionale o la nostra appartenenza ad una maggioranza o minoranza. E’ Cristo che lo ha reso possibile. Ecco dunque un popolo, ciascuno con le proprie differenziazioni e specificità, ma tutti insieme chiamati a dare segni concreti di quel Regno che un giorno avrà la sua piena manifestazione e di cui oggi dobbiamo dare testimonianza”.