ECUMENISMO: CATTOLICI, PROTESTANTI E ORTODOSSI UNITI NELLA PREGHIERA DEL “PADRE NOSTRO”

“Pregare con le parole del Padre Nostro nella nuova versione ecumenica concordata significa sottolineare ancora di più la comunione che la preghiera stessa realizza. Preghiamo Dio chiamandolo Padre ‘nostro’ e non più solo ‘mio’. Questa nuova versione concorre a plasmare un unico sentire dei figli di Dio, sempre più uniti nella lingua e nella terra italiana inondata e irrorata col sangue di tanti martiri e credenti”. A parlare è padre Traian Valdman, arciprete ortodosso romeno, che a Chianciano dove è in corso la 36° sessione di formazione ecumenica del Sae (Segretariato attività ecumeniche) questo pomeriggio nel tempio di San Biagio prenderà parte ad una tavola rotonda dedicata al Padre Nostro. Riecheggia ancora qui a Chianciano il ricordo dell’incontro ecumenico di Perugia dove qualche mese fa il Segretariato Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e la Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia hanno presentato per la prima volta insieme la versione ecumenica in lingua italiana del Padre Nostro. ” “Anche secondo il cattolico Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose ,”è importante che i cristiani di diverse confessioni rinoscano che le parole scritte nel Vangelo siano norma anche per la nostra preghiera. Poter avere una versione comune è indicativo di un cammino che è stato fatto”. Enzo Bianchi ha poi detto che l’importanza dell’incontro di Perugia non risiede tanto nell’accoglienza da parte delle Chiese di una formula comune. Sta piuttosto nel fatto “che preghiamo l’unico Signore insieme mettendoci tutti in atteggiamento di chi sa che il Signore precede la sua Chiesa e la porta verso una unità che Lui solo conosce”. (segue) ” “