In concomitanza con la conferenza internazionale di Sarajevo sulla ricostruzione dei Balcani – che si terrà domani con la partecipazione dei capi di Stato dei Paesi occidentali – le Caritas del Friuli-Venezia Giulia promuovono un incontro ecumenico tra vescovi e autorità civili di Kosovo, Serbia, Albania, Croazia e Italia. A Sedilis, durante la “Festa della pace” che si svolgerà dal 30 luglio al 1° agosto si parlerà quindi (la sera del 31) dei risultati della conferenza di Sarajevo con mons. Marc Sopy, vescovo di Prizren, in Kosovo, mons. Franc Perko, arcivescovo di Belgrado, mons. Angelo Massafra, arcivescovo di Scutari, mons. Benito Cocchi, presidente della Caritas italiana, mons. Alfredo Battisti, vescovo di Udine, il metropolita serbo-ortodosso Jovan Pavlovic, l’iman di Zagabria Muftia Sevko Ormegasic. Interverrà anche Sergio Mattarella, vicepresidente del Consiglio dei ministri. Le Caritas del Friuli-Venezia Giulia, dopo la solidarietà durante l’emergenza, intendono intervenire ora a favore dei profughi nella diocesi di Scutari e nel campo di accoglienza a Valona. Tra le iniziative previste: scuole interetniche, ambulatori, sostegno socio-sanitario, centri sociali. In un editoriale che appare nell’ultimo numero del settimanale diocesano “La Vita cattolica” di Udine, il vice-direttore Ezio Gosgnagh osserva che “la vera pace è ancora lontana. Eppure la principale preoccupazione delle cancellerie occidentali sembra quella di passare alla cassa per riscuotere il premio della ‘vittoria’”. Secondo Gosgnagh “la formula della pace, nei Balcani come in tutto il mondo” è quella indicata dal Papa, che si basa sulla “convivenza interetnica fondata sul perdono, il rispetto e la riconciliazione tra i singoli e i popoli”. Le Caritas del Friuli Venezia-Giulia, conclude il vice-direttore, hanno ora “l’occasione per riscattarsi e dimostrare che la regione, dopo essere stata portaerei terrestre durante la guerra, può diventare formidabile base di una pace possibile e doverosa”.” “” “” “