Tra le richieste in ambito formativo e culturale mons. Massafra ha messo in evidenza la necessità di sostenere centri diurni per bambini, scuole, corsi di aggiornamento per insegnanti, libri di testo, radio e stampa diocesana ed una università cattolica. Si auspica la costituzione di strutture “semplici” – magari attraverso una Fondazione – che possano appoggiare anche progetti per favorire l’occupazione e lo sviluppo della sanità. Al Forum è stata sottolineata inoltre la grande “comunione ecclesiale” che si è realizzata durante gli interventi ai profughi: 80 istituti religiosi femminili e 20 maschili, 11 sacerdoti “fidei donum”, 17 ong hanno lavorato insieme alle Caritas locali, italiane e di altri Paesi, rinsaldando i legami esistenti e avviando “prospettive inedite di cooperazione tra Chiesa cattolica e ortodossa e con gli islamici”. ” “A proposito della presenza albanese in Italia (circa 150 mila) padre Bruno Mioli, della fondazione Migrantes, ha chiesto una figura ecclesiale, preferibilmente albanese – anche se in Albania non ci sono preti – che coordini a livello nazionale il lavoro pastorale con gli immigrati, anche perché, ha ricordato, fra gli adulti che richiedono il battesimo, più della metà sono stranieri, di cui la maggioranza albanesi. ” “” “” “” “