EDIFICI DI CULTO: LE PROPOSTE DELL’OSSERVATORIO GIURIDICO DI MILANO

Rivedere la legge lombarda per il finanziamento del restauro e l’edificazione di luoghi di culto. Queste le proposte agli amministratori lombardi che verranno domani dall’incontro di studio “Norme per la realizzazione di edifici di culto. La legge lombarda 20/92”, organizzato dall’Osservatorio giuridico legislativo regionale della diocesi di Milano, in programma domani al Centro pastorale Paolo VI di Brescia. Cinque gli aspetti problematici della legge per don Carlo Redaelli, avvocato generale della diocesi e responsabile dell’Osservatorio, nato nel 1997. “La normativa – spiega Redaelli – limita l’assegnazione dei contributi alla Chiesa cattolica e alle confessioni religiose che hanno stipulato accordi. In secondo luogo stabilisce solo una riserva percentuale, circa il 25% delle aree destinate a servizi comuni, per i luoghi di culto, lasciando così la possibilità concreta che gli edifici religiosi dei centri storici esauriscano la stessa riserva, lasciando scoperti nuovi insediamenti nelle periferie. Terzo nodo i criteri di priorità nell’assegnazione dei finanziamenti, che favoriscono gli interventi di recupero del patrimonio artistico al posto delle esigenze religiose della popolazione”. “Dubbi – continua don Redaelli – sollevano anche i criteri di assegnazione dei fondi, almeno l’8% degli oneri di urbanizzazione secondaria, molto confusi, e il ruolo concreto della Regione, che potrebbe integrare gli interventi dei singoli Comuni, soprattutto per le amministrazioni con scarsa attività edilizia e quindi con scarse risorse provenienti dalle stesse entrate per l’urbanizzazione secondaria”.” “Al convegno sono invitati consiglieri e autorità regionali della Regione, i vescovi lombardi, i sindaci di capoluoghi di provincia o sedi di diocesi e i rappresentanti di confessioni non cattoliche, tra cui i luterani, gli evangelici, il presidente della comunità ebraica e il presidente del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano.” “