Più chiarezza nella legislazione e maggiore severità nella loro applicazione. E’ questo il messaggio finale che esce dal seminario di studio organizzato oggi a Roma dal Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione sul tema “Diritti dei minori e doveri dei media”. Un invito all’Authority per le telecomunicazioni a sollecitare l’applicazione delle norme sulla tutela dei minori, ma anche una piattaforma di richieste che le ventidue associazioni, aderenti al Coordinamento, in rappresentanza di due milioni di soci, rivolgono alle forze politiche presenti in Parlamento. Il presidente del Copercom, Enea Piccinelli, ha sintetizzato, a conclusione dei lavori, le proposte che ora l’associazionismo di ispirazione cattolica rivolge alle istituzioni. A cominciare dalla richiesta di semplificare e coordinare la legislazione in materia “così da eliminare – ha spiegato Piccinelli – dubbi interpretativi ed ogni possibilità di disapplicazione delle norme a tutela dei più deboli”. Ma anche la garanzia, a favore dei minori, di una più “adeguata salvaguardia a livello multimediale, dalle comunicazioni digitali all’internet, e nei settori dell’editoria e stampa indirizzata ai giovani”. Il Copercom propone inoltre più produzioni, sugli schermi, di programmi per ragazzi e per le famiglie, e una migliore attenzione per i giovani, sia nell’informazione, sia nella regolamentazione della loro presenza nell’ambito delle trasmissioni radio televisive. Il presidente del Coordinamento ha chiesto infine, contro il bombardamento disordinato e spesso nocivo degli spot, “una pubblicità meno invasiva e violenta nei confronti dei minori”.