Circa 200 progetti, per un totale complessivo di tre miliardi e mezzo: è questo l’ammontare dei fondi dell’otto per mille che il Comitato Cei per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo utilizza per finanziare progetti a favore degli “indios” e dei “campesinos” dell’America Latina. A darne notizia è mons. Piergiuseppe Vacchelli, presidente del suddetto Comitato, che dal 12 al 14 luglio prossimo parteciperà al Consiglio di amministrazione della Fondazione “Populorum progressio”, voluta da Giovanni Paolo II per aiutare “i più poveri tra i poveri” del Nuovo Continente. All’incontro, che si svolgerà a Manizales, in Colombia, prenderà parte anche padre Venanzio Milani, vicario generale dei Comboniani. “Cooperazione allo sviluppo, aiuto alle popolazioni degli indios e dei campesinos dell’America Latina, scambio di doni tra le Chiese”: queste le finalità principali della Fondazione “Populorum Progressio”, fondata nel 1992 dal Papa, che ha trasformato in Fondazione l’omonimo fondo voluto da Paolo VI nel 1968 per favorire “programmi di riforma agraria” in America Latina. Oggi in Sudamerica, nei Caraibi e nelle Antille ci sono oltre 40 milioni di indios, e altrettanti (se non di più) campesinos; il finanziamento di alcuni progetti della Fondazione “Populorum Progressio”, in questo contesto, si propone di “promuovere uno sviluppo integrale della persona che, servendosi inizialmente degli aiuti esterni, finisca per innescare una progressiva opera di autosviluppo”. Tra i progetti finora finanziari dalla Cei, la costruzione di un acquedotto in Bolivia (che ha ridotto la mortalità infantile del 70%), la costituzione di “fondi di prestiti a interessi zero” per permettere ai contadini di costruirsi una casa, iniziative per la scolarizzazione dei bambini, per l’emancipazione delle donne, per il recupero dei “meininhos da rua” (bambini di strada). ” “” “