DON VENTURINI: IL KAZAKISTAN È UNA “POLVERIERA SOCIALE”(2)

“Non c’è il concetto di famiglia – prosegue don Venturini – ma esiste solo la semplice convivenza, senza stretti legami. In questo sistema le donne, i vecchi e i bambini sono i più in difficoltà”. “Su tutto, domina una mafia che controlla ogni cosa, e che si sta arricchendo enormemente”. In questo contesto la Chiesa è chiamata a svolgere un ruolo di promozione sociale ed ecumenico notevole. “In Kazakistan – spiega don Venturini – c’è un amministratore apostolico e una cinquantina di preti. E poi le suore, soprattutto polacche, tedesche e ucraine. Gli italiani sono tre a Karagandà, poi altrettanti ad Alma Ata, l’ex capitale. Gli ordini più presenti sono le suore di Madre Teresa, i redentoristi, i francescani e i gesuiti”. I problemi più gravi? “Scorporare il concetto di fede da quello di appartenenza ad un popolo” che crea divisioni etniche, “e le sette, organizzatissime e con molti soldi, che stanno dilagando a macchia d’olio”.