TURCHIA: CRISTIANI UNITI NEI PROGETTI DI SOLIDARIETÀ AI TERREMOTATI

“Abbiamo costituito un’unità di crisi che distribuisce quotidianamente 2000 pasti caldi al giorno, pane, acqua, latte e succhi di frutta, materiale igienico-sanitario a migliaia di sfollati”. A parlare così è il frate cappuccino, padre Adriano Franchini, direttore della Caritas-Turchia, che in un’intervista all’agenzia “Fides” fa il punto sulla situazione degli sfollati in Turchia. Si apprende anche che le comunità cristiane presenti nel Paese hanno unito gli sforzi per realizzare progetti congiunti di assistenza. ” “”I leader cattolici, ortodossi e protestanti, di rito latino, greco, armeno, siro – spiega padre Lorenzo Piretto, delegato del vicariato apostolico di Istanbul – si sono incontrati per promuovere gesti comuni di solidarietà”. I responsabili delle Chiese hanno infatti incontrato nei giorni scorsi le autorità civili di Izmit per prendere accordi sugli aiuti. “Il progetto comune di solidarietà – aggiunge padre Piretto – consiste nell’acquisto e invio di generi di prima necessità, alimenti, medicinali, materiale elettrico (per un totale di 10 mila dollari) e nella realizzazione di una tendopoli che sorgerà in una zona vicina al mare e provvederà alla sussistenza di migliaia di terremotati per l’inverno”. “Lo scenario – prosegue padre Piretto – è impressionante. Le case sono sbriciolate, interi villaggi rasi al suolo, la gente disperata ed ora c’è il rischio epidemie”. “L’aspetto più bello di questo evento doloroso – aggiunge il sacerdote – è che esso è servito per saldare le varie comunità cristiane presenti in Turchia ed ha rappresentato un’occasione per una fattiva cooperazione ecumenica”. “D’improvviso – conclude padre Piretto – le divisioni sono sparite: vi sono stati segni di fraternità fra i capi cristiani e una rapida intesa”. ” “