La bozza della “Charta ecumenica per la collaborazione tra le Chiese in Europa” è stata inviata nelle scorse settimane dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) alle Conferenze episcopali in tutta Europa e agli appartenenti alla Conferenza delle Chiese Europee (Kek). I destinatari dovranno ora far pervenire le loro osservazioni. La Charta – un testo di cinque pagine – è divisa in tre parti principali e affronta temi quali l’incontro tra le Chiese, la preghiera comune, il dialogo, la riconciliazione tra i popoli e le culture, la salvaguardia dell’ambiente. Tra le proposte di impegno: “Riconoscere le ricchezze spirituali delle diverse tradizioni cristiane; cercare occasioni di incontro”. Si richiede quindi la disponibilità “a pregare insieme e gli uni per gli altri”, a “celebrare regolarmente delle liturgie ecumeniche, a promuovere preghiere e celebrazioni per l’unità dei cristiani; a imparare a conoscere e ad apprezzare le liturgie e le forme di spiritualità delle altre Chiese”. Per quanto riguarda la missione si suggerisce di “non invitare le persone a cambiare la loro appartenenza ecclesiale e a non costringerle, in alcun caso, alla conversione attraverso la forza fisica, la pressione morale, o vantaggi materiali”. Viene ribadito, tra l’altro, l’impegno, “a organizzare degli incontri ecumenici europei”, ad “aiutare la soluzione di conflitti tra le Chiese”, a “difendere i diritti delle minoranze”. Si rinnova anche l’invito “a promuovere l’unità dell’Europa nella sua diversità culturale etnica e religiosa; a proteggere i valori fondamentali contro le ingerenze dello Stato”. L’impegno a redigere una “Carta ecumenica europea” era stato assunto dalle Chiese cristiane riunitesi a Graz nel 1997, per la seconda Assemblea ecumenica europea. Si prevede che il documento finale sarà firmato nel corso di un incontro che si terrà subito dopo la Pasqua del 2001.