GIUBILEO: UNA LETTERA PASTORALE DEI VESCOVI LOMBARDI

I bambini maltrattati e sfruttati “dall’egoismo degli adulti”. “Per questi bimbi eleviamo il nostro grido perché mai venga turbata la loro gioia e spezzata la loro grande dignità”. Sono loro insieme alle famiglie in difficoltà, ai sofferenti, ai carcerati e agli stranieri extracomunitari le persone che più di ogni altra hanno bisogno oggi del messaggio di gioia e di pace proprio del Grande Giubileo. Lo scrivono i vescovi lombardi in “Vi annunzio una grande gioia”, la lettera pastorale per l’anno giubilare che l’episcopato lombardo ha presentato oggi, insieme ad un sussidio dal titolo “Il Giubileo in Lombardia”. ” “Per ognuna di queste persone, i vescovi lombardi esprimono una parola di speranza. Ai sofferenti ricordano che malattia e dolore possono diventare “luoghi in cui celebrare il Giubileo come gesto di amore, affidamento e offerta al Padre per il bene dell’umanità” mentre per gli extracomunitari (in Lombardia sono circa 300 mila), i vescovi chiedono dialogo, accoglienza reciproca e il superamento di “qualsiasi discriminazione tra gli uomini per motivi di razza e colore, condizione sociale e religione”. Nella lettera i vescovi non nascondono la loro preoccupazione per “le chiusure egoistiche e gli atteggiamenti di difesa nei confronti di un movimento migratorio la cui gestione non è sempre stata corretta”. Se però “molte e diversificate sono ancora le situazioni di povertà concreta, morale e culturale, di ingiustizia e sfruttamento presenti nel nostro territorio”, l’episcopato lombardo non dimentica le “molteplici e fantasiose” forme di carità con cui “le diverse Chiese fanno quotidianamente fronte alle situazioni menzionate anche con scelte eroiche, talvolta con costi umani”. ” “