Perché l’informazione diventi strumento di tutela dei diritti dei cittadini più deboli, “né le fonti né il giornalista sono alla fine decisivi. Di maggior rilievo è la macchina dell’informazione, capace di produrre abbagliamento (per le informazioni che trasmette) e invisibilità (per le distorsioni e manipolazioni a cui le sottopone, oltre che per quanto le ignora)”. Lo afferma padre Lorenzo Prezzi, direttore del quindicinale dei Dehoniani “Il Regno”, che questa mattina a Malosco (Trento) ha aperto il seminario promosso dalla Fondazione Zancan, in collaborazione con la rivista “Il Regno” e il Cnca (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza). Fino a sabato 28, operatori sociali e giornalisti si confrontano in gruppi di lavoro e tavole rotonde sul tema “L’informazione come condizione e strumento per la tutela dei diritti dei cittadini più deboli”. All’incontro partecipano, fra gli altri, Luigi Accattoli del “Corriere della Sera”, Maurizio Chierici, inviato dello stesso quotidiano, e Gad Lerner, editorialista de “La Repubblica”. “Parlare di cittadini più deboli e della loro tutela – ha detto in apertura padre Prezzi – rimanda al tema dei valori morali e spirituali. Ambito che oggi è fra i più incerti e disarmati”. Per il direttore, si apre in questo ambito un “compito enorme di riflessione culturale e di formazione civile per tutte le istanze educative, ma in particolare per le chiese e la tradizione cristiana perché dispongono delle risorse teoriche e simboliche per riconoscere l’apporto assolutamente irrinunciabile alla formazione della coscienza che deve venire dalle forme del costume e della cultura in generale”.