“E’ indispensabile l’esercizio della disciplina: non però per assoggettare ed umiliare l’altro – ha ribadito poi mons. Costanzo – ma per domare i propri istinti belluini, per tenere a bada la propria brutalità canagliesca, per controllare le assurde pretese dell’io superbo e spavaldo”. Secondo mons. Costanzo “è importante, certamente, educare al sacrificio: non però quello imposto dai prepotenti e dai prevaricatori, ma quello accettato e praticato per incarnare i valori civici della solidarietà, della fraternità e della giustizia”. L’arcivescovo di Siracusa ha osservato che “è più facile sottomettere un popolo che vincere se stessi, è più facile spadroneggiare sugli altri che tenere una collaborazione proficua. Educare è un’arte. Educarsi è un dovere per vivere in pienezza”.” “La vita, ha ricordato, “è realtà sacra e intangibile, è un mistero da scoprire, un dono da custodire, un talento da trafficare, una ricchezza da partecipare, un tirocinio da esercitare”: “Un tirocinio non per la guerra – ha detto il vescovo – ma per la pace; non per accrescere la forza bruta ma la fortezza d’animo; non per esaltare il superuomo, ma per coltivare le virtù umane e cristiane”. ” “