“Può il credente essere ricco e salvarsi?”: è una delle domande poste nella relazione introduttiva alla settimana teologica della Fuci sul tema “Il Cammello nella cruna: per i ricchi solo guai?”, in corso in questi giorni a Camaldoli. “Il titolo che abbiamo scelto – spiega al Sir il presidente nazionale Giulio Zanella – è una evidente provocazione. Dalla Bibbia sappiamo infatti che la ricchezza è considerata una benedizione da parte di Dio, ma nel Vangelo Gesù insegna il distacco dalle ricchezze, ammonendo i ricchi sui rischi che corrono volgendo il loro cuore agli idoli”. Per la Fuci si tratta di una settimana di approfondimento su temi oggi di grande attualità: denaro, finanza, mondializzazione, liberismo, il tutto analizzato da un punto di vista teologico (relatori sono don Roberto Vignolo, docente di Sacra Scrittura a Milano, e don Arturo Paoli, Piccolo fratello di Charles de Foucault). “La finanza oggi può essere il motore delle attività produttive – prosegue Zanella – e fonte di benessere per tutti. Il problema sorge però quando la stessa finanza diventa strumento di speculazione in mano a pochi, per cui raggiunge l’effetto opposto: la ricchezza si concentra e larghi strati delle popolazioni impoveriscono. A quel punto, da strumento positivo la finanza si trasforma in oppressione”. Nella prospettiva della Fuci, delineata con la relazione introduttiva, si tratta di approfondire il rapporto tra ricchezza e salvezza cristiana, affrontando, ad esempio, il modo con cui la Chiesa tratta i beni materiali e le prospettive di liberazione dalla miseria per le popolazioni di diversi paesi in via di sviluppo.