GIUBILEO: MONS. POLASTRO, “IL DIALOGO ECUMENICO PROSEGUIRÀ”

“Se stiamo attenti, anche noi cattolici, a vivere con fede le celebrazioni dell’Anno Santo, il Giubileo non dovrebbe frenare il cammino ecumenico”. Sulle prospettive ecumeniche che si aprono in vista dell’anno 2000 e sui problemi relativi soprattutto alla indulgenza, non si definisce pessimista mons. Mario Polastro, membro del Segretariato Cei per l’ecumenismo e il dialogo, che ha partecipato la scorsa settimana a Torre Pellice al Sinodo delle chiese valdesi e metodiste. I lavori sinodali si sono conclusi con l’approvazione di un documento dal titolo “Una valutazione protestante del Grande Giubileo del 2000” in cui “anche le chiese valdesi e metodiste – sottolinea mons. Polastro – hanno espresso la precisa volontà di non fermare il dialogo ecumenico”. Mons. Polastro parla di un Sinodo che si è svolto all’insegna della “fermezza” e della “mitezza” ribadendo “il rispetto delle posizioni degli altri, senza prevaricare nella polemica” e senza nascondere le differenze su temi di grande importanza”. Per le celebrazioni dell’Anno Santo, prosegue mons. Polastro, “bisogna puntare molto sui contenuti biblici del Giubileo (Luca 4, Isaia 61, Neemia 5 e Levitico 25) ed affermare che il Giubileo cristiano è Gesù Cristo e questa una affermazione che tutti accettiamo”. Secondo l’esperto del segretariato Cei, “il Giubileo deve essere celebrato soprattutto nella Chiesa locale e nella liturgia”, occorre “sviluppare la prassi penitenziale senza esagerazioni per quanto riguarda l’indulgenza”. Infine occorre portare a concretezza “l’indispensabile riflessione sulla povertà”. “Una chance – afferma mons. Polastro – l’abbiamo noi cattolici: possiamo scegliere, infatti, un Giubileo biblico, sobrio, gioioso, essenziale. E questo non per tattica ma per fedeltà al Signore, al Vangelo e per una chiara scelta pastorale”.