Il vescovo di Como, mons. Alessandro Maggiolini, nel tradizionale discorso alla città, che pronuncia oggi pomeriggio nella basilica di Sant’Abbondio per la festa dell’omonimo patrono, ribadisce le sue preoccupazioni circa l’immigrazione in Italia e il dialogo con l’Islam. “Rimane valido – afferma Maggiolini – l’appello che ho rivolto ai pubblici poteri, cominciando da quelli nazionali, perché, applicando leggi sagge, regolino il flusso di ingressi e di permanenze, anche durante e dopo i periodi di emergenza, in base alle esigenze e alle capacità di accoglienza del nostro Paese. Il dovere di ospitalità non va confuso con un presunto dovere di lasciar invadere la nostra terra”.” “”Ai nuovi arrivati in mezzo a noi – prosegue il vescovo – è da assicurare la possibilità di lavoro, di vitto e di alloggio. Ciò non significa che gli extracomunitari possano trovare pronto ciò che gli Italiani, soprattutto i giovani, devono conquistarsi a fatica”. Tra gli immigrati molti sono musulmani, nota Maggiolini, e quando essi “diventeranno pure in Italia una forza sociale – e in qualche misura lo sono già – apparirà semplicemente necessaria – lo si voglia o no – non solo la loro accoglienza, ma anche una loro integrazione che chiederà di rivedere la nostra stessa convivenza civile e perfino la legislazione entro cui ci muoviamo”. Attenti però, afferma il vescovo, a non lasciarsi “colonizzare”. “In proposito sembra ineludibile un dilemma – nota Maggiolini – o l’Italia, l’Europa, predisponendosi a questo misurarsi con l’Islàm, avrà un sussulto di dignità nel recupero e nel rinnovamento della propria tradizione culturale, o sarà fatale che essa soccomba rispetto alla propria missione civilizzatrice”.” “