NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana

Sono tutti lì, ed in bella evidenza, i problemi degli italiani, e di conseguenza i nodi dell’agenda politica, al ritorno da queste brevissime vacanze di agosto. Certo, ci sono i dibattiti interminabili, che si riaccendono periodicamente, come quello sulle riforme istituzionali. Ma su questi temi, come su quelli più direttamente legati alla propaganda politica, funzionali a cementare le complesse alleanze dei “poli”, l’interesse sembra andare scemando. Non tanto perché non siano questioni cruciali. Quanto piuttosto per questo interminabile rimpallo cui i cittadini assistono ormai da diversi anni. Questo gioco logora in fretta anche le novità, che svaniscono da una elezione all’altra. E già si profila un appuntamento elettorale importante, le elezioni regionali della prossima primavera.” “Così, stretti tra gli interminabili dibattiti sui grandi sistemi e gli interessi elettorali a breve termine, rischia di cadere una zona d’ombra sui concretissimi problemi dei cittadini, che si riassumono nelle tre grandi ed ormai permanenti emergenze della famiglia e dello stato sociale, del lavoro e dell’occupazione, della scuola e del sistema educativo. Sono i temi del buongoverno, che gli italiani vivono sulla loro pelle e che sembrano sfuggire appunto nella morsa tra le discussioni sui massimi sistemi e gli interessi a breve. Invece oggi più che mai è il tempo del buongoverno e della concretezza.” “Che fare dunque? E’ scontato l’appello alle forze politiche. Ma certamente non basta. Una politica sempre più professionalizzata e sempre più legata ai meccanismi della comunicazione per volgersi alla concretezza ha bisogno di concreti pungoli, di una pressione reale della società civile.” “Qui purtroppo siamo molto indietro. Se le grandi aggregazioni di interessi hanno strumenti ben consolidati, la crisi della tradizionale forma partito e di tutta una rete di associazioni, che ha radici nella fine dell’ottocento e si è sviluppata appunto nell’arco di un secolo, pone problemi nuovi. C’è bisogno di nuove forme di organizzazione e di interlocuzione. Si tratta di una questione di grande rilievo, che in Italia assume urgenza particolare, proprio per i molteplici problemi di riassetto e di buon funzionamento della macchina statale.” “Questo tema non può non interessare anche il mondo cattolico. Non a caso la prossima settimana sociale sarà proprio centrata sulla società civile. Si è discusso anche questa estate della crisi della sinistra, che aveva costruito, nel corso di questo secolo, imponenti strutture di mobilitazione sociale, travolte poi dalla crisi dell’ideologia che le sorreggeva. Proprio queste discussioni rilanciano la necessità di forme nuove ed adeguate di aggregazione e di espressione “popolare” che, non minate da riferimenti ideologici, come è nella migliore tradizione dell’impegno sociale e politico dei cattolici, possano così fare i conti anche con un sistema politico certamente in corso di rapido cambiamento non solo nei protagonisti, ma prima di tutto nella struttura e nell’assetto.” “Emergono allora due linee, per la ripresa dell’attività e del dibattito politico. Da un lato la legittima richiesta di buongoverno, di concrete realizzazioni, dall’altro l’impegno a pensare e sviluppare forme di organizzazione e di partecipazione a partire dalla società civile, innovative e capaci di orientare e pungolare il sistema politico al rispetto degli obiettivi concreti, ma anche di un quadro di riferimento e di valori che, contenuti anche nella Costituzione, devono essere chiari ed impegnativi per tutti.” “” “” “” “” “