“La povertà non è stata scelta dai ragazzi di strada brasiliani e dalle loro famiglie, è subita come schiavitù. E allora diciamo ai politici: la globalizzazione non può essere solo delle banche e della finanza, globalizziamo anche la lotta alla povertà”: così ha dichiarato al Sir il salesiano p. Raimundo Rabelo Mesquita, presidente del Consiglio nazionale brasiliano per l’infanzia e l’adolescenza, oltre che delegato della Conferenza episcopale del Brasile per l’assistenza e l’emancipazione dei ragazzi di strada. P. Mesquita è in questi giorni in Italia, impegnato al “Confronto 99” del Movimento Giovanile Salesiano, che vede radunati a Colle Don Bosco oltre 800 ragazzi europei sul tema “Cittadini d’Europa, cittadini del mondo”. “Creare istituti e orfanotrofi è cosa buona, ma non più sufficiente – ha aggiunto – quando un giovane cresce e va per la sua strada, altri ne arrivano. Il problema della povertà così non si risolverà mai”. Il salesiano ha detto anche durante la tavola rotonda di questa mattina, e con l’economista Gianni Vaggi e ad Antonio Raimondi, presidente del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo), che è importante “creare il senso della cittadinanza e i politici capaci di cambiare la società, partendo dalla base, dai poveri stessi”. (segue)