BRESCIA: UN PARROCO, UNA SUORA E 40 LAICI PER IL RECUPERO DI “RAGAZZE PER STRADA”.

Un prete, una suora e una quarantina (tra operatori e volontari) di laici – donne, uomini, coppie – da alcuni anni vanno di notte, due volte la settimana, sulle strade dell’hiterland di Brescia e della provincia per accostare le ragazze straniere per strada ed “offrire loro la possibilità, l’occasione, i mezzi per uscire da una situazione che offende la dignità della donna e la coscienza universale”. A raccontare l’esperienza di questo gruppo particolare è Graziella Cerruti, sull’ultimo numero di “Rinascere”, il periodico del Movimento di Rinascita Cristiana. “Bisogna sollecitare i legislatori e le forze pubbliche ad uscire dal fatalismo e dal letargo”, spiega don Mario Nava, parroco di una piccola parrocchia di periferia, ideatore ed animatore del gruppo, che finora ha avvicinato circa seicento ragazze ed attivato 5 mila contatti: “Sono stati raccolti – si legge sulla rivista – drammi incredibili, lacrime, preghiere, paure, desiderio di cambiare per alcune e situazioni di disturbi mentali legati alla giovanissima età e alle intimidazioni subite”; una ventina di ragazze hanno lasciato la strada per rifugi tranquilli in famiglie in altre città. Ma l’azione del gruppo di Brescia non è a senso unico: l’anno scorso, in occasione delle spietate uccisioni nell’hinterland cittadino di Violeta e Vita, due ragazze rispettivamente albanese e ucraina, sono state fatti sul “Giornale” di Brescia necrologi appositi e manifesti nelle parrocchie. Il gruppo di Brescia ha anche rivolto alle autorità locali un appello “per contrastare la tratta di ragazze straniere per strada e il loro sfruttamento sessuale” ed ha indirizzato alle famiglie albanesi una lettera – pubblicata poi dal quotidiano nazionale “Gazeta” di Tirana – in cui si informano gli albanesi del dramma di cui sono vittime migliaia di ragazze “usa e getta” del sesso importato, “schiavizzate per produrre soldi e trasformate in oggetto di compensazione di una sessualità distorta”. ” “” “