“Se guardiamo l’attuale situazione economica mondiale senza pregiudizi, dobbiamo tristemente inorridire: un miliardo e 300 milioni di persone vivono nella povertà assoluta, con meno di un dollaro al giorno”. Con queste parole, mons. Pietro Nonis, vescovo di Vicenza, ha aperto oggi a Recoaro Terme il 32° Convegno di studi internazionali organizzato dall’Istituto “Nicolò Rezzara” su “Squilibri dell’economia mondiale e conflitti”. L’estrema povertà dei paesi in via di sviluppo “non è frutto di pura fatalità, ma conseguenza – ha detto mons. Nonis – di meccanismi economici, finanziari e sociali che hanno reso rigide le situazioni di ricchezza degli uni e di povertà degli altri”. Malnutrizione, malattie, incapacità di reggere al lavoro, impossibilità di acquisire competenze ma soprattutto elevati tassi di conflittualità sono solo alcune delle conseguenze dei “processi economici ingiusti”. Per tre giorni, esperti di economia e politica internazionale si confrontano a Recoaro per trovare risposte in grado di avviare “processi di umanizzazione e di pace nel mondo”. Aprendo i lavori, il vescovo di Vicenza ha notato che “la soluzione del problema non può essere affidata al trasferimento di beni materiali fra Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo”. “La solidarietà – ha aggiunto Nonis – è la legge fondamentale della condizione umana”. Essa non equivale alla “assistenza”. E’ piuttosto “un rapporto di umanità possibile – ha spiegato il vescovo – in cui si consente a tutti di esistere e di valere”. Questo significa avviare interventi e progetti (come l’alfabetizzazione) in grado di “porre le basi dell’autosviluppo” e le condizioni perché “i Paesi meno avvantaggiati possano attivamente inserirsi nel mercato globale”. (segue)