“L’Occidente non può rimanere indifferente di fronte a quanto sta accadendo a Timor Est”, afferma Comunione Liberazione. “La comunità internazionale ha il dovere di svolgere un forte ruolo pacificatore utilizzando tutti gli strumenti della diplomazia. In particolare si tenga presente che i cattolici sono oggi, nel mondo, una delle realtà più perseguitate. Timor l’abbiamo sotto gli occhi, il Pakistan ha già offerto tragiche testimonianze, del Sudan meglio non parlare. Fermiamo il genocidio!” Cl, riprendendo l’appello della Santa Sede, chiede al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio di “fare tutto il possibile affinché l’Onu adotti, prima che sia troppo tardi, una risoluzione in favore della creazione di una forza internazionale di pace, che fermi il genocidio operato dalle bande armate musulmane di Timor Est, che prendono di mira soprattutto la comunità cattolica dell’isola”. ” “Per Luigi Bobba, presidente nazionale delle Acli, “ancora una volta l’inadeguatezza delle istituzioni internazionali, soprattutto dell’Onu, fa pagare a vittime innocenti l’incapacità – se non l’irresponsabilità – della classe politica dei grandi paesi di promuovere e di garantire un nuovo ordine mondiale basato sui diritti umani, la democrazia economica e la giustizia sociale”. Le Acli auspicano che “il Consiglio di Sicurezza non sia sordo agli appelli del Papa e della comunità internazionale”.” “