MONS. ZANI: “NO” AD UN’UNIVERSITÀ TROPPO “DIPENDENTE” DAL MERCATO

In merito alla riforma universitaria in atto nel nostro Paese, mons. Vincenzo Zani, direttore dell’Ufficio Cei per l’educazione, la scuola e l’università, invita a chiedersi “se il sistema dei crediti formativi, riconosciuti dalle singole università, o dalla flessibilità che ne deriverebbe, permette una più spiccata ed attiva personalizzazione dello studio universitario o lo rende più direttamente subordinato al mercato del lavoro”. Citando un recente documento della Consulta ecclesiale per l’Università della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Zani evidenzia “alcune perplessità” sulla riforma, il cui regolamento per l’autonomia didattica negli atenei viene sottoposto in questi giorni alle competenti Commissioni di Camera e Senato. Tra queste, “l’orientamento verso un’idea di competitività e di concorrenza tra atenei che – si legge nel documento – rischia di creare diversi livelli di università, senza poter contare su una certa garanzia di qualità e di efficienza”. La Consulta della Cei fa notare, inoltre, come sia mancata finora in Italia una “discussione pubblica sulle finalità che l’istituzione universitaria dovrebbe perseguire e sui mezzi e sulle strategie più idonee per realizzarle”, attraverso “il coinvolgimento delle varie parti civili in questo processo di rinnovamento”. Nel documento vengono anche indicati “alcuni parametri di base” da tener presente “affinché l’università operi come sistema aperto ad una innovazione permanente”: al primo posto è “la necessaria attenzione all’evoluzione dell’identità culturale, politica ed economica della società”. Per allinearsi agli standard formativi europei, conclude la Consulta, in Italia non si può continuare “ad affidare all’università il compito di essere l’unica agenzia formativa del post-secondario”. ” “” “