Le norme sull’autonomia delle scuole e delle università segnano “un passaggio tanto importante quanto delicato che potrà produrre risultati di maggiore dinamicità e aderenza alla realtà, o invece appiattirsi sulla logica degli interessi di gruppo o di categoria, se non di nuove forme di burocratizzazione”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, tenendo oggi la prolusione al Consiglio permanente dei vescovi italiani, in svolgimento a Roma fino al 23 settembre. Senza entrare nel dibattito che caratterizza il “duro confronto parlamentare” sul riordino dei cicli, il presidente della Cei ha osservato che “la qualità delle persone” è “la maggiore risorsa su cui un sistema sociale ed economico deve contare”, tenendo conto che “la giusta insistenza sui rapporti da incrementare tra scuola e mondo della produzione non è affatto in alternativa al mantenimento di quella dimensione umanistica che ha costituito una delle migliori caratteristiche della scuola italiana”. I provvedimenti recentemente adottati sulla parità scolastica, infine, “eccetto che per la scuola dell’infanzia”, sono in realtà “prevalentemente provvedimenti per il diritto allo studio”, mentre sulla parità, nonostante “qualche significativa affermazione di principio”, si è verificato “un netto arretramento”, soprattutto riguardo a “quella dimensione economica senza la quale la parità scolastica rimane un’espressione alquanto illusoria e facilmente equivocabile”. Al contrario, invece, occorre passare “da una scuola sostanzialmente dello Stato ad una scuola della società civile, certo con un perdurante ed irrinunciabile ruolo dello Stato, ma nella linea della sussidiarietà”. Secondo il cardinale, infine, la scuola cattolica, “nel rigoroso rispetto della propria identità”, deve cercare “le più ampie convergenze e collaborazioni con quelle forze culturali e sociali che avvertono le ragioni storiche di un tale progressivo cambiamento e sono disposte a promuoverlo attivamente”, per “far comprendere a tutti che quella della scuola libera e della parità scolastica non è soltanto una rivendicazione particolare e ‘confessionale’ dei cattolici”, bensì il frutto di “un ampio movimento di cultura e di opinione”.