“Sulla parità si attui la Costituzione”: è la richiesta formulata dalle religiose Figlie di Maria Ausiliatrice (Salesiane) e dai religiosi seguaci di Don Bosco nel documento congiunto emerso dalla riunione dei consigli direttivi nazionali delle due associazioni (Ciofs/Scuola e Cnos (Scuola) che coordinano le scuole gestite dalle due congregazioni religiose. In totale si tratta di 250 scuole secondarie, 95 scuole primarie, 310 scuole materne diffuse su tutto il territorio nazionale. Nella nota, i due responsabili, prof. Lucia Fedrigotti e prof. Giorgio Rossi, chiedono che il legislatore, nel rispetto della Costituzione, intervenendo sulla parità tra scuole statali e non statali, “detti le norme generali sull’istruzione” (come richiesto dall’art. 33, comma 2), “garantisca la piena libertà delle scuole paritarie (art. 33, comma 4) non imponendo ad esse l’omologazione con le scuole statali”; “assicuri agli alunni delle scuole non statali un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole di Stato” (art. 33, comme 4) e “riconosca i diritti soggettivi degli studenti e delle famiglie, che scelgono le scuole non statali, rimuovendo ogni discriminazione compresa quella economica” (artt. 2, 3, 30 e 34 della Costituzione). La presa di posizione segue di pochi giorni il pronunciamento della Fidae (Federazione di attività educative) sullo stesso tema, che ha ribadito che la libera scelta della scuola da parte dei genitori è “un traguardo di civiltà”. “Le scuole paritarie – ha aggiunto la presidenza nazionale – anche se gestite da privati cittadini o da istituzioni non statali, non sono ‘private’, ma svolgono una funzione pubblica ben precisa”. Se le famiglie a basso reddito mandano raramente i propri figli in queste scuole “non è perché non ne hanno interesse”, ma – conclude la Fidae – “perché ne sono impedite dalla discriminazione economica”.