TIMOR EST: APPELLO DEI RELIGIOSI ITALIANI, “CESSINO AL PIÙ PRESTO LE VIOLENZE”

Un accorato appello al governo indonesiano, alle Nazioni Unite e all’opinione pubblica internazionale viene dall’Unione dei Superiori generali degli Ordini e delle Congregazioni di vita consacrata. “Facciamo appello anzitutto alle autorità della nazione indonesiana – scrivono -, per la quale vogliamo continuare a operare a sostegno del popolo, perché cessino le violenze e la caccia all’uomo, nel rispetto della dignità, della giustizia e della libertà”. Un altro appello è rivolto all’Onu, affinché “sia attuata con la massima celerità la deliberazione presa, affinché, con il sostegno internazionale, si possa ridare a questa terra una condizione umana di vita e il popolo possa tornare alle proprie case”. All’opinione pubblica e ai mezzi di comunicazione sociale i religiosi chiedono invece “che la tragedia di Timor non venga dimenticata prima che le soluzioni siano state non solo enunciate, ma sufficientemente realizzate”. “Non sono le cose e le strutture che ci preoccupano principalmente – precisano -, anche se il fatto di distruggere per vendetta merita una condanna senza appello. Ci preoccupa piuttosto la sorte di tanta gente inerme e il non avere notizie certe dei nostri fratelli, religiosi e sorelle religiose, che sono stati costretti ad allontanarsi dalle loro case. La loro incolumità ci riguarda e non sappiamo se sono in grado di superare i gravi disagi attuali, insieme al popolo che soffre una grave ingiustizia e una violenza gratuita”. Ai consacrati di tutto il mondo raccomandano poi “di fare presente nel proprio ambiente quello che si sta perpetrando” e di “motivare adeguatamente la solidarietà verso di esse”. “Noi religiosi e religiose, anche se in condizione di precarietà per la distruzione avvenuta – concludono -, continueremo a stare tra la gente per accompagnarla nella difficile ripresa e, soprattutto, sostenerla nell’opera di pacificazione”. ” “” “