Al congresso internazionale “Verso una conferenza della società civile per la pace, la democrazia, la cooperazione nei Balcani”, che si chiude oggi ad Ancona, sono balzati al centro dell’attenzione esempi del ruolo attivo che la società civile può assumere per la rinascita di quei Paesi. Tra le iniziative la costituzione di un “Parlamento alternativo dei cittadini della Bosnia Erzegovina” la cui presidenza è stata affidata a Vehid Sehic. “Il Parlamento – spiega Sehic – è composto da rappresentanti di Ong e di movimenti civici dei paesi firmatari del patto di stabilità dei Balcani, ed ha l’obiettivo di creare i presupposti per lo sviluppo della democrazia e dei diritti umani nel Paese”. E’ invece un’associazione umanitaria che offre aiuti indipendentemente da razza e religione la El-Hilal, della Macedonia. “Noi – ha affermato il presidente Abdelrauf Pruthi – abbiamo il dovere di diffondere la consapevolezza dell’ importanza dei valori della tolleranza e della democrazia”. “Le Ong – ha anche detto Pruthi – costituiscono un elemento essenziale del progresso democratico”. “Il volontariato ha un ruolo fondamentale nel processo di democratizzazione dell’Europa sud orientale”, ha concordato Viollca Mecai, responsabile di un associazione albanese che tutela i diritti delle donne. Dopo la caduta dei regimi totalitari, l’Albania sta assistendo alla crescita della società civile. “C’è un grande movimento associativo – ha affermato la Mecai – e le associazioni hanno capito che devono collaborare tra loro e con le organizzazioni internazionali per intervenire con efficacia sui problemi cardinali della società”.