BALCANI: IL RUOLO DELLA SOCIETÀ CIVILE PER LA RICOSTRUZIONE DELLA PACE

“La Chiesa può dare un grande contributo” nel processo di ricostruzione della ex Jugoslavia. Lo ha affermato Rade Petrovic, ex ministro della Cultura e docente all’Università di Sarajevo, in Bosnia Erzegovina, che ha preso la parola al congresso “Verso una conferenza della società civile per la pace, la democrazia, la cooperazione nei Balcani”, in svolgimento ad Ancona. Petrovic ha sottolineato l’esigenza di costruire una pace duratura, visto che “ancora oggi la Bosnia è un Paese diviso”. Anche Zoran Pajic, dell’International Crisis Group si è soffermato a parlare del disagio sociale che si respira. “Il malcontento – ha spiegato Pajic – nasce dalla mancata attuazione degli accordi di pace di Dayton”. Questa difficoltà è derivata, ha precisato Pajic, “dall’incapacità di garantire sistemi economici efficienti e dall’impossibilità dell’affermarsi di forze politiche democratiche”. Ha influito anche “la mancata riconciliazione etnica delle tre fazioni che non hanno messo da parte le divisioni”. Secondo il ministro per il commercio con l’estero Piero Fassino, “la presenza delle organizzazioni non governative e di volontariato è decisiva per la ricostruzione morale e sociale dei Balcani”. Ad Ancona il ministro ha lanciato la convocazione di un “tavolo per definire il contributo che la società civile può offrire al processo di stabilità dell’Europa sud orientale”. (segue)