La popolazione globale continua ad aumentare al ritmo di circa 78 milioni di persone l’anno. La metà del mondo ha meno di 25 anni e vi sono oltre un miliardo di giovani di età compresa fra i 15 e i 24 anni. Questi i dati contenuti nell’introduzione del Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 1999 che è stato presentato questa mattina a Roma dalla Associazione italiana donne per lo sviluppo (Aidos). Curato dalle Nazioni Unite, il rapporto parla di una popolazione di 6 miliardi di persone ed evidenzia che l’incremento demografico avviene soprattutto nei paesi più poveri e arretrati quali l’Africa subsahariana e alcune regioni dell’Asia meridionale. “Oltre un miliardo di persone – si legge nel documento – è ancora privo di beni essenziali” tra i quali l’accesso ad acque pulite. Il rapporto avanza alcune proiezioni ed annuncia che nel 2050 la terra sarà ospitata da 8 miliardi e 900 milioni di persone, 500 milioni in meno rispetto a precedenti proiezioni”, a causa dell’aumentato tasso di mortalità dovuta all’infezione Hiv/Aids nell’Africa subsahariana e nel subcontinente indiano. Anche le città stanno cambiando fisionomia (“si tratterà sempre di più di megalopoli con oltre 10 milioni di abitanti) ed aumenteranno le migrazioni. Un fattore critico rimane l’accesso all’acqua: secondo uno studio recente, nel 2050 un quarto della popolazione mondiale vivrà probabilmente in paesi che soffrono di carenze croniche di acqua dolce. Drammatico è infine il capitolo del rapporto dedicato al diritto alla salute: “Nei paesi in via di sviluppo – si legge nel documento – oltre 585 mila donne muoiono ogni anno e almeno 7 milioni soffrono di infezioni o lesioni legate alla gravidanza”.