“La criminalità resta da troppi anni un’emergenza in Italia anzitutto per ragioni ‘di sistema’” afferma Gianfranco Garancini, giurista ed editorialista per i settimanali diocesani. “Non si può non rilevare – afferma Garancini – una cronica e perniciosa mancanza di coordinamento. In primo luogo sul piano legislativo” dove troppe norme, spesso incoerenti tra loro e legate a interessi ideologici, “si affastellano” inasprendo pene che magari non verranno eseguite o elargendo garanzie e privilegi o ancora “provvedendo non secondo un piano organico e integrato ma secondo l’ennesima emergenza del momento”. “In secondo luogo la mancanza di coordinamento si fa sentire sul piano operativo”, secondo Garancini, nei rapporti squilibrati “fra le forze dell’ordine e la magistratura inquirente e preposta alle indagini preliminari” ma anche “fra le stesse, diverse forze dell’ordine”. “E’ compito dello Stato operare il difficile incontro di giustizia e sicurezza – prosegue – e occorre sapere coniugare, coordinare le norme, le energie, le risorse, le sicurezze con giustizia e legalità”. Ad avviso di Garancini non servono altre leggi speciali, ma è necessario dare “la risposta più forte possibile alla criminalità organizzando meglio lo Stato, coordinandone le risposte”. Però “anche le più belle leggi e le più eroiche energie sono destinate alla sconfitta – conclude – se sul piano culturale non si riprende a ragionare in termini di bene comune”. ” “” “