“Un bel disegno di ingegneria scolastica: si tratta di vedere, però, come il ‘contenitore-scuola’ sarà riempito”. Questo il commento di Luigi Pati, ordinario di pedagogia all’Università Cattolica di Brescia, al riordino dei cicli scolastici approvato ieri dalla Camera. “Si tratta – spiega ancora Pati – di un disegno di ingegneria scolastica che obbedisce ad una certa logica di rinnovamento, fermandosi però soltanto agli aspetti esteriori del sistema scolastico”. Tutto questo perché, sostiene il docente, “questa riforma, al pari di altre, è stata fatta senza interpellare i soggetti che operano nella scuola, in questo caso gli insegnanti e le famiglie”. Qualora venisse varato, comunque, questo progetto di riforma, per Pati “occorrerà valutare come affrontare alcuni problemi sia di natura istituzionale, sia di natura pedagogica”: primo fra tutti, “la ridefinizione del ruolo docente”, in relazione ai “nuovi profili” di insegnante che la riforma di cicli necessariamente deve prevedere. ” “”Soddisfazione” per la riforma dei cicli viene espressa da Giandiego Carastro, presidente del Msac (Movimento studenti Azione cattolica), per il quale “nel ciclo primario viene salvaguardato molto di quello ‘zoccolo duro’ che sono le elementari, per le quali l’Italia brilla anche nel contesto europeo”. Per il ciclo secondario, aggiunge invece il presidente del Msac, “siamo ancora in attesa di capire meglio i contenuti, anche in relazione alle attuali proposte sulla riforma dell’università”. Il Msac commenta positivamente anche “l’estensione dell’obbligo scolastico a 18 anni, che ci mette in linea con gli altri paesi d’Europa”.” “