“Non è necessaria né utile la scelta di comprimere nei soli sette anni della prevista scuola di base le attuali elementare e media, ossia le scuole più riformate del nostro sistema scolastico italiano”. E’ quanto dichiara Luciano Corradini, presidente dell’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti medi), a proposito della riforma dei cicli, approvata ieri dalla Camera e in attesa del responso del Senato. “Un intervento prioritario di riforma – si legge ancora nella nota dell’Uciim – attende, invece, da quasi quarant’anni, la scuola secondaria superiore per la quale la legge fornisce solo indicazioni di ordine generalissimo. Il costo umano e sociale del cambiamento previsto sarà notevolmente elevato”. L’Uciim, perciò, “farà tutto il possibile in spirito costruttivo perché l’iter successivo della riforma, in sede di concreta elaborazione dei contenuti culturali ed educativi dei curricoli, possa consentire agli studenti, ai docenti e alle famiglie il minor danno e il massimo vantaggio possibile dal cambiamento istituzionale, voluto finora dalla maggioranza della Camera dei Deputati”. L’Uciim, a questo proposito, si augura che “il Ministro sappia utilizzare in spirito costituzionale l’ampia delega che gli è stata conferita dalla Camera dei deputati con questa decisione che ha indubbiamente un notevole significato storico”. Un emendamento proposto nel corso delle votazioni, conclude Corradini, “ha di fatto delegificato la legge 341/90 che prevede la formazione universitaria di tutti i docenti, attualmente in fase di realizzazione nell’università italiana. in questo caso il cambiamento appare necessario, per raccordarsi alle novità previste per la scuola di base, anche se il dibattito in proposito è appena iniziato”. ” “” “