GLOBALIZZAZIONE: MANGANOZZI, “UN’INTESA TRA POCHI CHE RICORDA L’OMERTÀ”

La globalizzazione è un “valore” o una “sorta di intesa tra pochi che ricorda l’omertà”? A chiederselo è Gian Paolo Manganozzi, esperto di legislazione e problemi del volontariato, che sull’ultimo numero del mensile “Volontariato” (20 settembre ’99) prende spunto da un recente rapporto Onu per sottolineare il crescente divario, nel mondo, tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Un esempio per tutti: la “gigantesca colonizzazione” dei media ad opera di “un ristretto club di Paesi al quale è dato di imporre i propri linguaggi e i propri beni”. Per di più, aggiunge l’autore dell’articolo, “la minaccia di nuove egemonie rappresentata dalla cattiva distribuzione di Internet è ampliata dagli scompensi dei circuiti culturali”. La ricerca, inoltre, “è orientata dai grandi capitali i quali tutelano poi il reddito dei propri brevetti, con la conseguenza – per esempio – che ci si impegna più per la promozione dell’industria dei cosmetici che non per incentivare la produzione di vaccini antiepidemici”. Senza contare, poi, l’uso del tempo libero, dominato dallo strapotere dell’industria hollywoodiana, “i cui film hanno guadagnato in un anno oltre 30 miliardi di dollari, invadendo tramite la televisione anche i villaggi più lontani, senza la preoccupazione di mediare con i modelli di cultura indigena”. Solo nell’America Latina, informa Manganozzi, i film Usa costituiscono l’83% di quelli visti dalla popolazione. ” “” “