UNIVERSITÀ E GIOVANI: PENSIERO CRITICO, NON SOLO NOZIONI (2)

“Gli anni di ricerca e di insegnamento, di esperienza accademica e di partecipazione alla vita universitaria a vari livelli hanno consolidato la convinzione che la pastorale universitaria non rappresenta una appendice accessoria alla vita ed alla struttura dell’università”. Il primo dei rettori a porgere un “omaggio” alla Chiesa per quanto fa per l’università è Sergio Zaninelli, rettore dell’Università Cattolica di Roma che ha aggiunto: “L’azione pastorale della Chiesa in università ha una dimensione soggettiva di evangelizzazione delle persone ed una oggettiva di dialogo tra la fede e le diverse discipline. Una università che si privasse per i più diversi motivi della possibilità di sperimentare questi due momenti sarebbe certamente una università meno ricca, meno aperta, forse addirittura meno coerente con le finalità che le sono proprie”. Ciò è tanto più vero quanto più è diffuso tra i giovani “una perdita del gusto di vivere”. “Smarrimento e fragilità esistenziale” rappresentano, per Zaninelli, una “evidenza ineludibile e preoccupante per coloro che si sono assunti con convinzione una responsabilità educativa”. Anche il rettore di Tor Vergata, Alessandro Finazzi Agrò, ha ringraziato la Chiesa per “il suo impegno nella difesa e nella trasmissione del sapere” ed ha invocato una più profonda riflessione sull’ “etica della didattica e della ricerca”. Secondo invece Fabio Roverso-Monaco, rettore dell’Università di Bologna, l’università è chiamata ad “essere sede di libero confronto di idee e luogo di interazione delle diverse culture”, a “formare uomini e donne e non solo persone tecnicamente e professionalmente preparate e ad operare una formazione permanente”. “Se questi discorsi stanno trovando una crescente cittadinanza – ha concluso il rettore – c’è però ancora molto da fare”.