Le questioni relative alla giustizia e alla pace, la discriminazione per razza, religione, lingua, stato sociale o sesso, le situazioni di conflitto e di guerra. “Vi sono alcuni grandi problemi e sfide nel mondo che richiedono per la loro soluzione la cooperazione di tutti i credenti”. Così questa mattina in Vaticano il card. Francis Arinze, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ha presentato l’Assemblea Interreligiosa che sulla scia della Giornata mondiale di preghiera per la pace di Assisi (1986) ed in vista del grande Giubileo del 2000 si terrà dal 24 al 28 ottobre. All’incontro parteciperanno 235 persone provenienti da 48 Paesi del mondo in rappresentanza di circa 20 religioni diverse. L’Assemblea prevede una due giorni di dialogo tra i diversi leader religiosi; una giornata di preghiera e digiuno ad Assisi ed una cerimonia conclusiva in piazza San Pietro a Roma con il Papa al termine della quale verrà letta una dichiarazione finale. Nello spiegare il perché le religioni devono collaborare, il card. Arinze ha passato in rassegna tutte le sfide che attendono il mondo di oggi, dalle “situazioni di rifiuto a praticare la solidarietà fra ricchi e poveri” agli atti di discriminazione ed ingiustizia contro le donne e i bambini”. “Non si deve neppure dimenticare – ha proseguito Arinze – la moderna piaga dell’Aids” e “lo spettro della violenza, delle tensioni e perfino della guerra che alcuni popoli male guidati alle volte vogliono promuovere in nome della religione”. “I credenti delle varie religioni – ha aggiunto il cardinale – non possono restare indifferenti di fronte a queste grandi sfide”. “Nessuna di queste situazioni – ha concluso Arinze – può essere cambiata senza una certa conversione dei cuori. E la religione offre i motivi più forti e più profondi per iniziare tale cambiamento di cuore, la conversione”. ” “” “” “