“L’etica è il cuore dell’informazione e ogni informazione senza etica può essere immorale”. Lo ha detto mons. Pierfranco Pastore, segretario del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, aprendo oggi ad Arco Felice (Napoli) un “Master” di formazione per docenti in management, promosso dal citato dicastero pontificio. “In una società sempre più dominata dalla comunicazione e dalle strategie dell’informazione – ha proseguito Pastore – è difficile pensare che un settore così importante del vivere sociale possa sottrarsi alla riflessione etica”. Invece di “accontentarci del ruolo di spettatori passivi”, propone il segretario del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, dovremmo batterci “contro ogni tentazione che vorrebbe ridurre il mondo dell’informazione a puro strumento di potere, riaffermando l’istanza del ruolo decisivo che il potere informativo gioca sulla possibilità di crescita di una coscienza civile realmente matura e consapevole”. Per Pastore, infatti, le “possibilità manipolatorie” e “un uso spregiudicato e sostanzialmente immorale dei mezzi di comunicazione” rendono “realmente possibile il processo di condizionamento, se non addirittura di distruzione della libertà individuale e della democrazia in generale”. Oltre che dagli operatori della comunicazione, ha concluso Pastore, il “difficile ma necessario” dialogo tra etica e comunicazione deve essere portato avanti dai fruitori dell’informazione: “la gente, il pubblico, i telespettatori devono imparare a scegliere, affollando o disertando sale cinematografiche o teleschermi”.