Le parrocchie cattoliche “proiettano l’immagine e riflettono la realtà di una comunità veramente accogliente”, oppure sono realtà “chiuse, indifferenti”, incapaci di essere – come dovrebbero – “comunità che cercano di condividere la propria fede in Cristo e – cosa più importante – l’amore di Cristo per ogni persona attraverso il proprio vicino?”. A porsi l’interrogativo è stato mons. John Foley, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, rivolgendosi oggi ai partecipanti alla Conferenza nazionale dei sacerdoti di Inghilterra e Galles, in svolgimento a Birmingham. Foley ha invitato, in particolare, i sacerdoti a coltivare il “ministero dell’ospitalità” nelle loro parrocchie, attraverso un’attenzione privilegiata ai “nuovi arrivati”, ai frequentatori occasionali, ai “lontani”. “Le nostre parrocchie – ha detto il presidente del dicastero pontificio – danno il benvenuto ai nuovi arrivati? Quanti preti visitano la casa di ciascuno di loro, per farli sentire veramente parte della comunità?”. L’evangelizzazione, per mons. Foley, è soprattutto comunicazione, intesa come capacità di accoglienza, apertura, dialogo: tuttavia, ha concluso il presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, per essere “comunicatori credibili” della Parola di Dio, “dobbiamo essere non soltanto preparati, creativi ed inventivi; dobbiamo essere santi. Affinché la Buona Novella sia davvero ascoltata, occorre non soltanto annunciarla, ma viverla”, come ha fatto Madre Teresa, come fa Giovanni Paolo II”. ” “” “” “