La Caritas italiana, in un comunicato diffuso oggi, “condanna le violenze in atto” a Timor Est e “chiede l’immediato intervento di una forza internazionale sotto l’egida dell’ONU per il ripristino della pace e del rispetto dei diritti della popolazione timorese finora calpestati”. “Nel ricordare le pesanti responsabilità dei governi occidentali – che per 25 anni non sono riusciti o non hanno voluto fermare la strategia del terrore dei militari indonesiani, assistendo ad un’escalation di soprusi, intimidazioni e massacri” la Caritas italiana chiede “alla comunità internazionale un intervento immediato per impedire ulteriori violazioni dei diritti umani” e “al governo italiano di sostenere e incoraggiare il suddetto intervento e tutte le iniziative e gli spiragli di dialogo”. Chiede inoltre “di fare pressioni, soprattutto sugli alleati statunitensi, perché esercitino tutta la loro influenza nei confronti del governo di Giakarta, in grado, se lo vuole, di fermare la mano dei miliziani massacratori”.” “La Caritas italiana, “vicina con la preghiera alla popolazione di Timor Est” e “in attesa di poter realizzare gesti concreti di solidarietà”, ricorda che già nel 1975 circa 200.000 persone furono massacrate, un terzo della popolazione di Timor Est all’epoca. “Adesso, solo negli ultimi otto mesi, sarebbero stati uccisi altri 5.000 sostenitori dell’indipendenza, per lo più giovani” ed “inascoltata”, secondo la Caritas, è stata “finora la voce della Chiesa”, sia del Papa, sia del Premio Nobel per la pace mons. Belo.” “” “