VESCOVI LOMBARDI: EVITARE L’EMARGINAZIONE DELL’ORA DI RELIGIONE

Le riforme in atto nel campo scolastico “possono costituire un’ulteriore risorsa per la valorizzazione e l’integrazione di questo insegnamento nella scuola, ma possono anche comportare il rischio di una sua perdita di rilevanza o addirittura di una sua emarginazione dai processi formativi scolastici”: così scrivono, circa l’ora di religione, i vescovi lombardi nel loro “Messaggio per l’inizio del nuovo anno scolastico”, diffuso questa mattina. Nel testo, firmato dal card. Carlo Maria Martini, presidente della Cel (Conferenza episcopale lombarda) con tutti i vescovi della regione, si sottolinea che è importante che gli insegnanti di religione cattolica “partecipino con disponibilità all’elaborazione di nuovi progetti, portando in essi il contributo arricchente, originale e specifico dell’insegnamento della religione, il quale concorre, a pieno titolo, al raggiungimento delle finalità della scuola e alla formazione dell’uomo”. Per questi insegnanti, i vescovi lombardi auspicano che venga dato loro “a doveroso riconoscimento della loro azione educativa, uno stato giuridico che permetta stabilità e garanzie al loro lavoro”. Il messaggio sottolinea anche il dovere degli alunni e delle famiglie di farsi corresponsabili dell’azione educativa della scuola, partecipando tramite gli organismi collegiali alla definizione dei progetti educativi. Nel documento si richiamano, infine, i diversi cambiamenti attesi nell’immediato futuro per la scuola: attuazione dell’autonomia, riordino dei cicli scolastici, parità e nuovo ruolo per la formazione professionale.