“Per la Chiesa, il vero problema non è cambiare o meno questo Papa, ma essere all’altezza di quell’esigenza di servizio al Vangelo e alla verità di cui Giovanni Paolo ha dato e continua a dare testimonianza, di fronte al mondo, nel modo concreto di esercitare il suo pontificato”. Questo il commento del teologo Bruno Forte alla questione delle “dimissioni” del Papa, che secondo notizie di stampa (poi smentite) sarebbero state chieste da mons. Karl Lehmann, arcivescovo di Magonza e presidente della Conferenza episcopale tedesca. “Giovanni Paolo II – continua Forte – è stato il primo Papa ad invitare la Chiesa ad un ripensamento dei modi di esercitare il primato di Pietro, inteso come ministero di unità rivolto a favorire l’incontro di tutti i credenti in Cristo”. Proprio la “debolezza fisica” del Papa, aggiunge il teologo, “ha finito per acuire la potenza e la forza del suo messaggio spirituale ed etico, che ha rivelato in Giovanni Paolo II l’unica voce libera, la cui autorità è riconosciuta in tutto il mondo, a scapito di altre voci tese semplicemente ad inseguire il consenso”. A proposito delle frequenti “distorsioni” dei mass media sul “caso Lehmann” ed altri simili argomenti, mons. Forte invita il mondo dell’informazione a dotarsi di un “codice deontologico” che spinga gli operatori dl settore “ad informarsi rigorosamente, prima di inseguire lo ‘scoop a tutti i costi’, che alla fine danneggia tutti, visto che la verità, alla lunga, vince. Se i media si impegnassero veramente a raggiungere questo obiettivo – conclude il teologo – ne guadagnerebbe la qualità dell’informazione, oltre che il rispetto della verità dei fatti”. ” “” “